A che età si può fumare? Ecco cosa dice la legge
A che età si può fumare? Ecco cosa dice la legge
Giovani e giovanissimi sono sempre più consapevoli dei danni causati dal fumo. Ciò nonostante, c’è ancora chi, tra i ragazzi, è spinto dalla curiosità a voler provare i prodotti del tabacco. Ma a che età si può fumare in Italia? O meglio, qual è l’età minima da avere per poter acquistare sigarette? E cosa succede se un minore viene sorpreso a comprare prodotti del tabacco o un commerciante viene colto a vendere sigarette a chi non ha l'età per acquistarle?
In Italia, esistono normative precise volte a tutelare i minori dai danni del fumo, con divieti e restrizioni pensati per contrastare l’inizio precoce di questa abitudine. A differenza di quanto si possa pensare, però, alcuni limiti sono piuttosto recenti.
Inoltre, oggi non esistono solo le sigarette tradizionali, ma anche altri dispositivi, come sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco. In questi casi, quali limiti impone la legge? E come si comportano gli altri Paesi per tutelare i minorenni dal fumo?
Si può fumare a 16 anni? Come sono cambiate le leggi nel tempo
Nonostante la maggiore consapevolezza dei rischi legati al fumo, ancora oggi non è impossibile trovare ragazzi, anche minorenni, che fumano una sigaretta. C’è, poi, chi prova una certa curiosità anche nei confronti delle sigarette elettroniche usa e getta.
Ma a che età si può iniziare a fumare? Al di là del lato etico della questione, che suggerirebbe di non iniziare mai, vale la pena capire cosa dice la legge nel nostro Paese.
Formalmente, un minore sorpreso a fumare in Italia non rischia sanzioni – a meno che, ovviamente, non venga sorpreso a fumare nei luoghi dove vige il divieto di fumo, per esempio in luoghi pubblici al chiuso.
A poter avere ripercussioni è invece il venditore. In Italia, infatti, non è possibile vendere sigarette o prodotti del tabacco ai minori di 18 anni. Farlo, come vedremo, comporta esporsi al rischio di sanzioni amministrative e non solo.
A differenza di quanto si possa pensare, comunque, il limite della maggiore età è piuttosto recente. Dal 1934 il limite d’età era, infatti, 16 anni. Solo nel 2012, con la legge di conversione dell’8 novembre, si è deciso di innalzare il limite d’età a 18 anni.
Multe e sanzioni per chi vende tabacco ai minori di 18 anni
Ma cosa rischia chi vende sigarette o prodotti del tabacco ai minori di 18 anni nel nostro Paese?
La risposta a questa domanda viene fornita dall’articolo 24 del decreto n.6 del 12 gennaio 2016, in cui si legge che “chiunque vende o somministra ai minori di anni diciotto i prodotti del tabacco o sigarette elettroniche o contenitori di liquido di ricarica, con presenza di nicotina o prodotti del tabacco di nuova generazione” rischia una sanzione:
· da 500 euro a 3.000 euro e la sospensione per 15 giorni della licenza all’esercizio dell’attività;
· da 1.000 euro a 8.000 euro e la revoca della licenza all’esercizio dell’attività in caso di recidiva.
I venditori, inoltre, hanno l’obbligo di chiedere un documento d’identità all’acquirente, salvo nei casi in cui la maggiore età risulti evidente.
Inoltre, dal 1° gennaio 2013 i distributori automatici sono dotati di un sistema di rilevamento dell’età automatico. Se si vuole acquistare da un distributore, infatti, oggi viene sempre richiesto l’inserimento della tessera sanitaria. Inoltre, tali apparecchi sono sottoposti a periodici controlli da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
A che età si può fumare la sigaretta elettronica?
Ma a che età si può iniziare a fumare la sigaretta elettronica, invece? Anche in questo caso le regole sono le medesime.
Come abbiamo visto, l’articolo 24 del decreto del 2016 fa riferimento sia alle sigarette tradizionali sia alle sigarette elettroniche, nonché ai prodotti del tabacco di nuova generazione, tra i quali possono rientrare anche i riscaldatori di tabacco come Pulze.
Anche quest’ultima tipologia di dispositivi, che offrono un’alternativa alla sigaretta tradizionale potenzialmente meno dannosa* perché riscaldano il tabacco invece di bruciarlo, sono soggetti a normative rigide in Italia.
La legge italiana, infatti, ne consente l’acquisto e l’utilizzo esclusivamente alle persone maggiorenni, al fine di proteggere i minori dall’esposizione precoce al fumo e dalle sue possibili conseguenze dannose.
A che età si può fumare in altri Paesi
La lotta al fumo è ormai al centro dell’attenzione di moltissimi paesi, tanto nell’Unione Europea quanto in paesi extra UE.
Va detto, però, che i limiti d’età per l’acquisto di sigarette e altri prodotti del tabacco cambiano da paese in paese. In Spagna, per esempio, come nel nostro Paese, per poter acquistare sigarette bisogna avere 18 anni.
Alcune similitudini con l’Italia possono essere ricercate anche in altri paesi, per esempio guardando a che età si può fumare in Austria, dove, se inizialmente era possibile acquistare sigarette o altri prodotti del tabacco a 16 anni, l’età minima è stata innalzata a 18.
Altri Paesi, invece, sono ancor più restrittivi dell’Italia. È quanto possiamo notare guardando a che età si può fumare in America: negli Stati Uniti possono acquistare sigarette e prodotti del tabacco solo coloro che hanno almeno 21 anni.
In Giappone, invece, è vietato fumare a chi ha meno di 20 anni, un limite che riflette l’approccio rigoroso del paese verso il controllo del tabacco. Non sorprende che le regole siano così severe, considerando che i divieti di fumo in Giappone sono spesso più stringenti rispetto a quelli di altri paesi, inclusa l’Italia. In molte città, come Tokyo, è vietato fumare persino per strada, a meno che non ci si trovi in aree appositamente designate, a tutela della salute pubblica e del decoro urbano.
Infine, ci sono paesi, come l’Inghilterra , che puntano a una generazione “smoke free” innalzando di anno in anno l’età minima per l’acquisto di prodotti del tabacco. L’obiettivo è quello di vietare la vendita a coloro che sono nati dopo il 1° gennaio 2009 in poi.
Alcune Autorità di Regolamentazione ritengono che i prodotti a base di tabacco riscaldato siano meno pericolosi rispetto al fumo tradizionale, perché è soprattutto la combustione a generare la maggior parte delle sostanze nocive e chimiche dannose legate al tabacco. Pulze riduce fino al 94% la quantità di alcune di queste sostanze tossiche, consentendo di godere del gusto del tabacco in modo autentico, ma senza il fumo e gli odori persistenti.
media di riduzione nei livelli di sostanze chimiche dannose che interessano la salute pubblica rispetto ai livelli nel fumo di sigarette di riferimento.